La città di Palladio come punto di partenza
Le architetture che dettano il ritmo
Vicenza conquista al primo sguardo con la cadenza regolare dei suoi portici rinascimentali. In Piazza dei Signori la Basilica Palladiana riflette la luce cambiando colore dal mattino alla sera.
Vale la pena dedicare almeno mezza giornata alle principali opere di Andrea Palladio: il Teatro Olimpico, ultimo lascito dell’architetto, e Palazzo Chiericati, oggi scrigno di una pinacoteca sorprendente. Entrambi si raggiungono a piedi, e la passeggiata permette di cogliere le sfumature della città, tra botteghe storiche e caffè in cui il tempo pare rallentato.
Chi sceglie la lentezza può fermarsi in Contrà Porti, dove una fila di palazzi nobiliari mostra come l’arte possa diventare pietra viva. È qui che si capisce perché Vicenza sia patrimonio UNESCO: non un museo a cielo aperto, ma un organismo urbano che respira da cinquecento anni.
Strade di villa in villa
L’eredità veneta lungo la Riviera
Uscendo dalle mura la prospettiva cambia. Le strade rettilinee di campagna si aprono su ville palladiane e tardo-venete disseminate come perle. La prima tappa obbligata è Villa La Rotonda, capolavoro di geometria pura incastonato tra vigneti e boschetti.
Proseguendo verso est si incontrano Villa Valmarana ai Nani, famosa per gli affreschi tiepoleschi, e Villa Godi Malinverni, dove il giovane Palladio sperimentò soluzioni che diventeranno il suo marchio di fabbrica. Chi viaggia in auto può comporre un itinerario circolare che in un’ora tocca quattro o cinque dimore, fermandosi a pranzo in una trattoria di paese.
Per i cicloturisti è pronto il percorso “Anello delle ville”, 35 chilometri quasi sempre pianeggianti. Si pedala tra rogge, filari di pioppi e profumo di erba tagliata, con la sagoma dei Colli Berici a fare da bussola.
Colli Berici, un anfiteatro naturale
Sentieri, cantine e tavole di campagna
A sud di Vicenza, i rilievi morbidi dei Berici sembrano disegnati apposta per chi cerca silenzio. I sentieri CAI s’inerpicano tra leccete, anfratti di roccia calcarea e borghi in pietra gialla. L’eremo di San Donato, raggiungibile con una camminata di mezz’ora da Villaga, regala uno dei panorami più ampi dell’Alta Pianura Veneta.
Terminata l’escursione, conviene scendere di qualche curva per entrare in cantina. Garganega, Tai rosso e Cabernet franc sono i protagonisti di degustazioni spesso condotte dagli stessi proprietari. Le tavole dei ristoranti di collina parlano la lingua del territorio: sopressa morbida, risotto con i bruscandoli, lumache alla berica. Un pomeriggio può facilmente trasformarsi in un’esperienza sensoriale completa.
Dove dormire per vivere tutto questo
Il fascino di una dimora nel verde
La scelta dell’alloggio conta: dormire fuori dal traffico ma restare vicini ai monumenti consente di visitare ville e colli con la stessa facilità. Un buon esempio è Villa Curti, raffinato bed and breakfast che occupa una villa del XVI secolo con giardino paesaggistico e piscina.
Dormire al piano nobile di una casa veneziana, svegliarsi con il canto dei merli e ripartire in dieci minuti verso il Teatro Olimpico cambia l’intero ritmo del weekend. Si posteggia l’auto una volta sola, ci si muove leggeri tra visite culturali e passeggiate nei campi, e la sera ci si rifugia tra muri che raccontano una storia secolare.
L’indomani, dopo colazione sotto il portico, basta imboccare la provinciale per trovarsi già sulla strada delle ville o tra le prime vigne dei Berici. Chi rientra tardi non deve preoccuparsi: il silenzio della campagna vicentina accoglie senza orari, promettendo un riposo che spesso in hotel di città è impensabile.
