La rete di approvvigionamento gestita dal concessionario provinciale adotta, in larga parte del territorio, un regime di erogazione “a turni”. Il criterio soddisfa la necessità di equilibrare disponibilità di risorsa e domanda giornaliera, garantendo volumi sufficienti fra due aperture consecutive. Il sistema si applica dal 1° settembre 2021 e resta il modello operativo di riferimento.
Principi di funzionamento della turnazione
Ogni ciclo di erogazione inizia con l’apertura programmata delle valvole a saracinesca installate nei serbatoi comunali. L’operatore avvia le manovre all’orario riportato nel prospetto ufficiale; il deflusso effettivo nelle reti di distribuzione secondaria, invece, avviene con differenze temporali dovute alla distanza idraulica delle utenze e alla pressione istantanea.
La modalità turnata consente di stabilizzare i livelli di falda sfruttati dagli impianti di captazione senza eccedere i limiti di sostenibilità.
Tempistiche di apertura delle valvole
L’orario indicato in tabella descrive il momento in cui il personale tecnico inizia l’operazione di apertura. Il passaggio dall’accumulo alla rete cittadina non è quindi simultaneo per ogni singolo edificio: i primi flussi raggiungono le parti alte dell’abitato solo dopo il riempimento parziale delle condotte principali.
Tali lag temporali possono variare fra venti minuti e un’ora, in funzione dell’altimetria urbana.
Fattori di variabilità del servizio
La previsione dei turni resta subordinata ai quantitativi d’acqua effettivamente recapitati ai serbatoi. Variazioni nella portata delle sorgenti, nella qualità della risorsa o nella pressione dei pozzi possono indurre adeguamenti anche con breve preavviso.
Il gestore comunica le modifiche attraverso il portale istituzionale e canali di allerta rapida alle amministrazioni locali, invitando gli utenti a dotarsi di sistemi di accumulo autonomi dove tecnicamente possibile.
Impatto sulle utenze domestiche e produttive
Nel periodo di chiusura delle valvole, i serbatoi privati costituiscono l’unica riserva disponibile per uso igienico-sanitario. L’organizzazione turnata richiede quindi una gestione oculata dei consumi, in particolare per attività artigianali e di ristorazione che necessitano di continuità di servizio.
Sono sconsigliati prelievi straordinari immediatamente a valle della riapertura, fase in cui la torbidità può temporaneamente aumentare a causa del rimescolamento delle condotte.
Elenco dei centri serviti
La turnazione interessa complessivamente trentadue municipalità della provincia di Agrigento. Di seguito la lista alfabetica, utile per un rapido riscontro amministrativo:
- Agrigento,
- Aragona,
- Calamonaci,
- Caltabellotta,
- Campobello di Licata,
- Canicattì,
- Casteltermini,
- Castrofilippo,
- Cattolica Eraclea,
- Comitini,
- Favara,
- Grotte,
- Joppolo Giancaxio,
- Licata,
- Lucca Sicula,
- Montallegro,
- Montevago,
- Naro,
- Porto Empedocle,
- Racalmuto,
- Raffadali,
- Ravanusa,
- Realmonte,
- Ribera,
- Sambuca di Sicilia,
- San Biagio Platani,
- San Giovanni Gemini,
- Sant’Angelo Muxaro,
- Sciacca,
- Santa Elisabetta,
- Siculiana,
- Villafranca Sicula.
Rimangono inoltre disciplinate in modo analogo le utenze voltano e le isole di Lampedusa e Linosa, seppur con orari specifici legati al trasferimento via nave cisterna.
Indicazioni operative per i cittadini
Si raccomanda di verificare quotidianamente l’avviso aggiornato sul sito del gestore prima di pianificare utilizzi idrici rilevanti. In caso di disservizi prolungati è attivo un numero verde dedicato alle segnalazioni, che convoglia le richieste al centro di telecontrollo. Gli utenti con esigenze sanitarie certificate possono richiedere fornitura sostitutiva tramite il servizio di autobotte, compatibilmente con le priorità fissate dall’unità di crisi.
L’adozione continuativa della turnazione consente al territorio di mantenere un equilibrio tra domanda civile e disponibilità naturale, riducendo il rischio di interruzioni non programmate nei mesi ad alto consumo. Un monitoraggio costante dei volumi in arrivo e un coordinamento stabile con i sindaci dei comuni serviti restano le leve operative per migliorare l’efficienza dell’intero comparto.
