Densimetro: come funziona e tipologie

Il Densimetro è uno strumento inventato da Archimede, secondo gli scritti, nel 200 a.C. Si chiama anche areometro e si ha certezza della sua esistenza nel 1612 grazie alla lettera di Galileo a Nozzolini, in cui se ne descrivevano le caratteristiche.

Nel 1948, questo strumento viene citato da Raffaello Magiotti in uno scritto destinato a Lorenzo de’ Medici. Questo significa che il densimetro non è moderno ma, con una evoluzione nel tempo, ancora oggi è molto utilizzato. Scopriamo insieme come funziona e quali sono le tipologie esistenti.

Come funziona il Densimetro?

Il suo nome deriva dal greco ἀραιός e indica tutto ciò che è poco denso e diluito. Lo strumento è indicato per misurare la densità dei liquidi considerando lo studio sulla spinta di Archimede. In realtà, alcuni studiosi lo chiamano anche gravimetro seppur sia una terminologia poco utilizzata.

Come è fatto uno strumento per misurare la densità dei liquidi? Per capire bene bisognerà immaginare una serie di galleggianti immersi dentro un liquido per misurarne la densità.

Applicando lo studio di Archimede, si sfrutta la spinta per ottenere la misura desiderata ovvero:

“Ogni corpo immerso parzialmente o completamente in un fluido riceve una spinta verticale dal basso verso l’alto, uguale per intensità al peso del volume del fluido spostato”

Tutti gli studiosi nel tempo si sono affidati a questo principio, ed è proprio così che si determina il peso specifico del liquido. Come? Basterà leggere la porzione che emerge in considerazione della scala sopra il galleggiante. C’è anche un altro modo, valutando i pesi che servono al galleggiamento dello strumento con livello evidenziato dalla tacca di riferimento.

Per chi volesse entrare nello specifico, in questo caso è pressoché impossibile. Ogni densimetro esistente possiede forme diverse in base all’anno/epoca di costruzione e utilizzo. Ci sono tipologie di areometro completi di anelli che si tolgono o aggiungono a seconda della tipologia di liquido utilizzato, altre sono in vetro con cannello graduato e così via dicendo.

Secondo i documenti storici, dopo la seconda metà del ‘700 ci sono stati altri modelli nati a seconda del liquido da utilizzare. Il densimetro di Baumè è nato per il settore manifatturiero ottimale per la misurazione del peso specifico e della concentrazione dei liquidi in soluzioni differenti.

Tipologie dello strumento per misurare la densità dei liquidi

Come anticipato, le tipologie di densimetro sono tantissime anche se si possono suddividere in due categorie principali:

  • A peso, ovvero uno strumento immediato e molto semplice seppur meno preciso al secondo;
  • A volume costante, uno strumento che ha una parte superiore completa di asta per leggere il valore e una parte inferiore appesantita verso il fondo e gonfia. Una misurazione precisa che si manifesta nel momento in cui si stabilizza all’interno di un liquido.

Come anticipato, quelli a volume costante sono più precisi sebbene più complessi e si presentano come una ampolla in vetro: in cima hanno un piatto e sul fondo una zavorra. Il funzionamento è complesso, infatti la misura delle densità è pari a quello che si legge sul gambo superiore in collegamento con il piatto e la parte di corpo immerso. Il concetto è ricavato dal rapporto tra i pesi che man mano si aggiungono per ottenere il giusto livello.