Cosa è la Proteina C Reattiva

Lo stato di infiammazione nel nostro corpo ci può mettere in allarme rispetto al nostro stato di salute e spingerci a fare ulteriori esami per capire che cosa non va. I processi infiammatori sono la spia di qualche cosa che non va, una malattia, un trauma, insomma uno stato di stress acuto che il nostro corpo sta vivendo. Un elemento davvero molto importante per poter capire se abbiamo una infiammazione in corso è sicuramente la proteina C reattiva (nota anche come PCR), una proteina marcatore che permette di capire se abbiamo processi infiammatori in corpo.

La proteina C reattiva è un marcatore quindi che ci avverte del fatto che nel nostro corpo è presente una infiammazione: è un invito palese ad effettuare altri esami per poter capire quali siano le cause del problema.

Infatti è importante considerare che i livelli alti di proteina C reattiva non forniscono informazioni utili alla diagnosi della malattia, ma permettono solo di iniziare a svolgere esami diagnostici più approfonditi.

Essa quindi non ci fornisce informazioni utili rispetto al tipo di malattia (che possono essere le più svariate) ma grazie al suo rilievo, è possibile effettuare tutti gli esami necessari per poter diagnosticare eventuali problemi. Ma cosa è, più precisamente, la proteina C reattiva, quando si attiva, come si rileva, quali sono le sue conseguenze? Scopriamo di più su questo importante marcatore e su come si legge la sua presenza.

Cosa è la proteina C reattiva e come funziona

Per iniziare, la proteina C reattiva o PCR consiste in una proteina che viene prodotta dal fegato e che è normalmente presente all’interno del nostro corpo con valori molto bassi, trascurabili. Tuttavia, durante un evento acuto (trauma, infiammazione…) il fegato libera nel sangue quantità molto grandi di questa proteina, che quindi sono una spia dell’infiammazione stessa.

Se quindi il medico ha motivi di sospettare che il paziente abbia in corso una infiammazione, basta ordinare l’esame del sangue con esame della proteina C reattiva per poter avere subito la vista sul fatto che effettivamente un processo infiammatorio sia in corso o meno. Di conseguenza, la proteina C reattiva ha lo scopo di confermare o di escludere che una infiammazione sia presente, ma non fornisce, come abbiamo detto, informazioni suppletive. L’esame della proteina C reattiva non aiuta quindi a capire che tipo di malattia sia in corso, o dove sia collocata (come sappiamo, la proteina C reattiva è spia di potenziali malattie molto diverse fra loro: tumori, malattie infiammatorie, malattie croniche dell’intestino…) e di conseguenza non è facile capire quale sia il caso di specie.

Cause di valori alti di PCR

Come abbiamo detto, alti valori di proteina C reattiva nel sangue sono correlati ad una infiammazione, oppure ad una malattia. In genere, fra le cause più tipiche dell’innalzamento dei valori possiamo trovare i valori alti di PCR:

  • causati da cardiopatia
  • come conseguenza di un recente intervento chirurgico
  • ustione
  • malattie autoimmuni
  • forme tumorali, in genere maligne
  • cardiopatie
  • diabete di tipo 2
  • presenza di infezioni, sia batteriche che virali.

Ci sono anche altre condizioni che possono portare ad un innalzamento dei livelli di proteina C reattiva. Ad esempio, interventi chirurgici, malattie infiammatorie, ma anche tubercolosi, ustioni, infarto, gotta, e perfino la gravidanza possono causare un innalzamento dei livelli di proteina C reattiva nel sangue. L’assunzione di alcuni farmaci (fra cui anticoncezionali per via orale, ibupofrene e paracetamolo) possono condizionare i livelli di proteina C reattiva.

Esame del sangue per il rilievo della PCR

Il medico che sospetta la presenza di proteina C reattiva, come abbiamo detto, ordina l’esame del sangue per la persona coinvolta. Si tratta di un normale esame del sangue prima del quale bisognerebbe mantenersi digiuni per almeno 8-10 ore.

Il test della proteina C reattiva permette di capire se i valori di questa proteina superano la soglia normale (inferiore in genere a 5-10 mg/L) e giungono a soglie alte (anche 500-1000 mg/L). Si tratta di un test molto attendibile, perchè il fegato, come reazione ad uno stato di infiammazione, inizia a produrre la proteina C reattiva e rilasciarla nel sangue già a poche ore dall’evento infiammatorio.

Spesso questo esame viene combinato con l’esame VES, ovvero di velocità di eritrosedimentazione, la quale però da sola non è sufficiente a valutare la presenza di malattie.

Il medico prescrive in genere un esame per la proteina C reattiva quando vuole controllare la bontà della reazione del corpo all’infiammazione già nota, per stabilire una terapia antinfiammatoria o se sospetta che una infiammazione sia in corso.

Una volta rilevato che il marcatore di infiammazione ha rilevato la presenza di stato infiammatorio, il medico potrà prescrivere altri esami più specifici volti a cercare di comprendere quale sia la causa del problema per cominciare una terapia dedicata e per poter risolvere il problema.